
Con l’avvio dell’assemblea organizzativa nazionale presso l’Istituto Luigi Sturzo di Roma, Più Uno, il movimento fondato da Ernesto Maria Ruffini, entra ufficialmente nella fase operativa del proprio radicamento sul territorio.
Il comitato organizzativo nazionale, insediato durante i lavori, accompagnerà il movimento fino alla prima assemblea nazionale prevista per la prima metà del 2026. Nei prossimi mesi è attesa la definizione della struttura territoriale, con la nascita dei coordinamenti provinciali e regionali, in un’ottica di rete stabile e coordinata su scala nazionale.
Parallelamente al lavoro organizzativo, Più Uno procederà alla stesura del Manifesto politico, documento che definirà i valori e gli obiettivi del movimento, collocato nell’area del centrosinistra ma autonomo dal Partito Democratico.
Ernesto Maria Ruffini ha sottolineato che il progetto nasce per dare voce alla società civile non più rappresentata dai partiti tradizionali, recuperando lo spirito originario dell’Ulivo e rilanciando l’idea di una politica partecipata e inclusiva.
Nel suo intervento, Ruffini ha richiamato la necessità di contrastare l’astensionismo e favorire la partecipazione politica come strumenti per costruire un’alternativa di governo.
«Più Uno nasce per ricucire il rapporto tra cittadini e politica – ha detto – mettendo al centro le persone, l’ascolto e il bene comune». Il movimento si definisce non come partito tradizionale, ma come comunità aperta che punta su un modello di protagonismo civico e rete territoriale capillare.
Durante i lavori, Ruffini ha chiarito la posizione del movimento: «Più Uno non sarà mai una stampella del Partito Democratico, né una sua corrente interna».
Ruffini ha ribadito che Più Uno si colloca pienamente nel campo del centrosinistra, con l’obiettivo di ampliarne il perimetro senza snaturarlo. Non si tratta di una proposta centrista, ma di un progetto politico e culturale autonomo che punta a ricostruire uno spazio aperto e maggioritario, coinvolgendo cittadini e realtà oggi lontane dalla politica.
Tra i temi centrali emersi nel dibattito figurano uguaglianza, giustizia sociale, lavoro, scuola, sanità, ambiente, Europa e pace. Ruffini ha descritto l’impegno del movimento come una sfida volta a costruire un “campo aperto”, capace di unire culture e sensibilità diverse.
L’obiettivo dichiarato è offrire un’alternativa credibile alla destra, ritenuta priva di una visione unitaria di Paese e poco attenta ai bisogni di chi fatica economicamente o vive ai margini della società.
Per saperne di più: Riparte Più Uno, a Roma l’assemblea del movimento di Ruffini